Itinerario in moto nell'Appennino centrale con un percorso di 200 km tra San Marino ed i castelli del Montefeltro.
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Rocca di San Marino
L'origine della repubblica si fa risalire a San Marino originario dell'isola di Arbe, che venne in Italia dalla Dalmazia nel 257 con San Leo per lavorare come scalpellino al restauro delle mura di Rimini. Secondo la tradizione San Marino costituì una comunità sul Monte Titano per sfuggire alla persecuzione di Diocleziano contro i cristiani che, in realtà, avvenne in epoche successive.
Nel 1300 il vescovo del Montefeltro riconobbe l'indipendenza ad alcuni castelli, tra i quali San Marino, che all'inizio del XV secolo diventò un libero comune.
Grazie al supporto dato durante il Risorgimento a Garibaldi, la Repubblica di San Marino ottenne il riconoscimento dell'indipendenza da parte del Regno dopo l’Unità d'Italia.
L'itinerario, di circa 200 km, si dirige da San Marino verso Urbino, visitando i castelli ed i borghi medioevali del Montefeltro, oltre alle bellezze naturali del Parco Naturale Regionale del Sasso Simone e Simoncello.
Partendo dalla Val Conca e risalendola verso il Monte Carpegna attraversando Sassofeltrio, Mercatino Conca, Monte Grimano Terme e Monte Cerignone.
Qui si tocca il versante nord del Parco Naturale Regionale del Sasso Simone e Simoncello, con Montecopiolo e Pietrarubbia. Si attraversa Macerata Feltria, con le sue terme, per poi entrare nella valle del Foglia, con Sassocorvaro, Auditore e Tavoleto.

A questo punto ci si dirige verso Urbino, da dove proseguire per Urbania e Sant'Angelo in Vado. Si torna verso il Parco Naturale Regionale del Sasso Simone e Simoncello, con Belforte all'Isauro, Piandimeleto, Lunano, Frontino (con il Convento di Montefiorentino), Carpegna e Pennabilli.
A questo punto si scende lungo la Valmarecchia verso San Marino, toccando Sant'Agata Feltria, Novafeltria, risalendo verso Maiolo e San Leo e completando il percorso con Montebello, Verucchio e quindi Gradara sulla costa.
Il centro storico di San Marino si visita a piedi. Piazza della Libertà, con il Palazzo Pubblico, e la Basilica del Santo possono essere le prime soste prima di salire verso le torri Guaita e Cesta. Il percorso continua sul crinale del Monte Titano: la visita della città va quindi considerata una parte distinta dal giro in moto fra i borghi.
L'elenco delle località descrive un percorso ampio, con ritorni verso le valli del Conca, del Foglia e del Marecchia. Non è necessario fermarsi in ogni paese: si possono scegliere le soste in funzione del tempo dedicato alle visite, conservando Urbino, l'area di Carpegna e San Leo come riferimenti per dividere il giro.
Gradara è una deviazione finale verso la costa, distinta dal ritorno a San Marino. Se si vogliono visitare anche musei e fortezze, è preferibile dividere il percorso in più giornate piuttosto che considerare il chilometraggio come una stima del tempo necessario. Per l'accesso al centro di San Marino, i parcheggi e le aperture dei monumenti si possono consultare le informazioni dell'Ufficio del Turismo.